Guida alle interazioni tra attivi cosmetici

attivi cosmetici

    Come mixare gli attivi cosmetici più utilizzati nella skincare coreana e per evitare interazioni.

    In questo articolo troverete una breve descrizione di alcuni degli attivi cosmetici più noti, dei loro benefici per la pelle, come utilizzarli al meglio, quando sono sconsigliati e quando non devono essere associati con altri attivi. Per sfatare falsi miti e avere indicazioni precise abbiamo consultato la Dott.ssa Elisabetta Casale, farmacista e cosmetologa.

    Acidi esfolianti in cosmetica: come usarli in sicurezza 

    L’uso degli acidi esfolianti dilaga nella cosmesi domiciliare, sono diventati negli ultimi anni un vero must have! Non c’è una routine skincare in cui manchino. Utilizzare questi attivi cosmetici nel modo corretto e soprattutto sicuro è fondamentale.

    Li vediamo indicati con sigle come AHA, BHA, PHA e LHA, che stanno ad indicare la categoria a cui appartengono (alpha, beta, poli, lipo) e vengono utilizzati in genere per promuovere il turnover cellulare, cioè per favorire l’eliminazione delle cellule più superficiali della nostra pelle (cellule morte). In questo modo si ottiene un incarnato più luminoso, fresco e soprattutto uniforme, ecco perché questi attivi cosmetici sono spesso utilizzati nel trattamento delle macchie, dell’incarnato grigio e spento, tipico di chi vive in grandi metropoli, nonché per il trattamento delle pelli con esiti cicatriziali, come quelle che hanno sofferto di acne.

    Ne esistono diverse tipologie e le principali differenze sono da individuare nella loro composizione chimica e nel grado e modalità di esfoliazione della pelle.

    attivi cosmetici

    Alfa-idrossiacidi (AHA) 

    Anche definiti acidi della frutta, proprio perché si ricavano da alcuni frutti. Possono essere utilizzati da soli o in combinazione fra loro e la percentuale d’uso determina l’effetto che si può ottenere. A basse concentrazioni questi attivi cosmetici possono essere semplicemente idratanti, mentre a più alte concentrazioni sono esfolianti. Sono tra i più utilizzati perché sono molecole molto piccole e idrofile per questo penetrano facilmente nella pelle, rompendo i legami tra le cellule dello strato corneo.

    I più comuni sono:

    • acido malico – malic acid (mela) usato come acidificante e nel trattamento esfoliante delle pelli secche
    • acido lattico – lactic acid (latte fermentato) antirughe e depigmentante
    • acido piruvico – pyruvic acid (glucosio) molto usato come antimicrobico
    • acido tartarico – tartaric acid (uva) utile nel trattamento di pelli impure e asfittiche
    • acido glicolico – glycolic acid (canna da zucchero) esfoliante e stimolante l’azione dei fibroblasti a produrre collagene ed elastina
    • acido citrico – citric acid (agrumi) antiossidante e regolatore del ph
    • acido mandelico – mandelic acid (mandorle) ottimo per iperpigmentazioni e linee d’espressione

    A chi sono suggeriti? Pelli secche, senescenti, sensibili che hanno bisogno di trattamenti illuminanti schiarenti e leviganti. 

    Beta-idrossiacidi (BHA) 

    Attivi cosmetici lipofili con proprietà cheratolitiche, quindi sono particolarmente efficaci per le pelli impure, in quanto sono efficaci nel combattere i pori ostruiti, come i punti bianchi e i punti neri. 

    Il più famoso è l’acido salicilico – salicylic acid (albero del salice), molto utilizzato soprattutto nelle lozioni riequilibranti. La regolamentazione cosmetica può essere inserito fino al 2% in un cosmetico.

    A chi sono suggeriti? Pelli acneiche, impure e con tendenza alle imperfezioni che vogliono evitare o ridurre la formazione di comedoni.

    Poli-idrossiacidi (PHA) 

    Tra gli acidi sono quelli con il minor potere esfoliante, perché pur essendo molto simili agli AHA hanno molecole di dimensioni più elevate, quindi non penetrano molto e sono più delicati.

    I più noti sono:

    • gluconolattone – gluconolactone (miele) delicatamente esfoliante, idratante e antiossidante, perfetto per le pelli più delicate
    • acido lattobionico – lactobionic acid (galattosio) fortemente igroscopico e idratante, cicatrizzante e antiossidante, ottimo per gli incarnati spenti.

    A chi sono suggeriti? Pelli molto sensibili o sensibilizzate, anche con rosacea o dermatite, che vogliono utilizzare trattamenti per il rinnovamento cellulare dell’epidermide.

    Lipo-idrossiacidi LHA

    Fa parte di questa categoria un derivato dell’acido salicilico, il capryloyl salicylic acid. Seboaffine, delicatamente esfoliante, ha attività a metà strada fra quella del retinolo e quella dell’acido salicilico da cui deriva.

    Essendo più grande come molecola, penetra meno nella pelle, il che lo rende più delicato dell’acido salicilico. Ha anche proprietà antiossidanti e anti-age.

    A chi è suggerito? A chi non tollera i trattamenti a base di BHA e Retinolo e vuole provare un attivo simile ma più delicato. 

    Con quali altri attivi cosmetici è meglio non usare gli acidi esfolianti?

    In generale è sempre bene non eccedere con la frequenza d’uso di questi prodotti, soprattutto durante la stagione estiva. Sempre meglio utilizzarli di sera e applicare il giorno dopo un solare. 

    Meglio anche non abbinarli ad esfolianti meccanici, per evitare di stressare la pelle, a meno che non siano già stati formulati in combinato.

    Un conto infatti è utilizzare prodotti immessi in commercio con una formulazione sicura, studiata e ragionata, altro conto è invece fare delle associazioni casalinghe e arbitrarie di questi ingredienti cosmetici, che purtroppo possono portare anche ad irritazioni gravi.

    Inoltre meglio non associarli a prodotti  a base di retinolo e/o retinil palmitato, che tendono già ad assottigliare lo strato più superficiale della pelle.” spiega la Dott.ssa Casale “associarli non farebbe che indebolire la barriera cutanea, rendendo la pelle più sensibile e soggetta alle aggressioni esterne”.

    Si invece alle associazioni con Vitamina C e attivi idratanti come squalano, acido ialuronico (che sebbene si chiami acido è in realtà uno zucchero), pantenolo e tocoferolo.

    Niacinamide

    Anche nota come Vitamina B3, la niacinamide riveste un ruolo importante nel lenire e ripristinare la barriera cutanea. Questo attivo è diventato rapidamente noto e molto utilizzato in cosmesi, soprattutto nelle formulazioni per pelle a tendenza acneica, arrossata e con discromie cutanee e nei cosmetici anti pollution.

    In base alla concentrazione, che può arrivare finanche al 10%, la niacinamide può proteggere e rinforzare la barriera cutanea andando a stimolare la produzione di ceramidi e la differenziazione dei cheratinociti. Può inoltre agire come seboregolatore e schiarente, oltre che come antiossidante e lenitivo.

    Chi dovrebbe usarla? Persone con pelle sensibile, arrossata, con discromie e tendenza acneica o impura. Anche per pelli con eczemi e rosacea.

    Niacinamide e vitamina C possono essere usati insieme? È vero che si cannibalizzano? Assolutamente, possono essere usate insieme senza timori” spiega Elisabetta Casale “non si neutralizzano l’un l’altra né tantomeno portano a sensibilizzazioni cutanee. Sono attività che possono verificarsi solo ad elevate temperature o determinati ph, cosa che non può succedere sulla pelle in condizione di normalità, neppure se esposti al sole”.

    La niacinamide infatti può essere utilizzata in combinazione con retinolo, peptidi, AHA, BHA, vitamina C e tutti i tipi di agenti idratanti e antiossidanti.

    Vitamina C

    Uno degli attivi cosmetici più più gettonati nella cosmetica di ultima generazione, perché è in grado di contrastare l’aumento dei radicali liberi, stimolando la produzione di collagene e limitando i processi infiammatori, rallentando così l’invecchiamento cutaneo. Inoltre ha un effetto schiarente, in quanto è in grado di inibire la tirosinasi, che stimola la produzione di melanina. 

    Nei cosmetici si può trovare la vitamina C in tantissime forme e derivati, tra cui:

    • l’acido L-ascorbico, più famosa ed efficace, è però molto instabile e si ossida rapidamente. 
    • il sodio ascorbil fosfato, tra le più stabili e versatili.
    • il magnesio ascorbil fosfato, (MAP) è l’estere ascorbilico più stabile e idrosolubile.
    • l’ascorbil palmitato, forma esterificata la cui solubilità lipidica migliora la penetrazione dell’acido ascorbico nella pelle.
    • l’ascorbil tetraisopalmitato, il più efficace nella lotta ai radicali liberi
    • l’ascorbil glucoside, molto utilizzato nelle formulazioni in acqua.


    A chi è adatta? A tutti, dai trent’anni in su, ma si può usare anche prima. A chiunque voglia rallentare il photoaging, illuminare l’incarnato e schiarire le macchie. L’ideale è utilizzarla di giorno, per proteggersi dal photoaging, insieme alla protezione solare. Sottolineiamo infatti che la vitamina C è fotosensibile, non fotosensibilizzante. Questo significa che si ossida alla luce (ecco perché è spesso messa in flaconi scuri) ma non causa fotosensibilizzazione alla pelle. 

    Retinolo

    Molto utilizzata come trattamento peeling e per l’acne, la vitamina A nei cosmetici è anche antiossidante e antiage e contribuisce a mantenere la pelle sana.

    Possiamo trovarla in due forme:

    • Biologicamente inattiva: carotenoidi (beta-carotene)
    • Biologicamente attiva: retinoidi (in forma di esteri, alcoli e acidi come retinolo palmitato, retinolo acetato, retinolo propionato, retinaldeide e retinolo)

    Tutte le forme sulla pelle si convertono, più o meno velocemente, in acido transretinoico, che riduce la profondità delle rughe, migliora lo spessore della pelle, stimola la differenziazione dei cheratinociti e la produzione di collagene ed elastina, rallentando così il fotoinvecchiamento e aumentando le difese dell’organismo.

    Tra le forme più utilizzate c’è sicuramente il retinolo, che è molto apprezzato per le proprietà riepitelizzanti e antiossidanti. Inoltre dona elasticità alla pelle, stimola il turn over cellulare, attenua macchie e discromie, e ha attività seboregolatrice.

    A chi è adatto? Il retinolo è adatto a tutti i tipi di pelle, ma va utilizzato con cautela dalle pelli più sensibili. Per quanto la sua percentuale nei cosmetici non sia rilevante ai fini di un potenziale accumulo, a titolo precauzionale è meglio non utilizzalo in gravidanza. Acido retinoico e isotretinoina invece sono forme di Vitamina A utilizzate nei farmaci ad alte percentuali, che arrivano al circolo sanguigno, e sono supportate da diversi studi che suggeriscono di non utilizzarle in gravidanza e in caso di esposizione solare.

    Meglio non sovrapporre più forme di retinoidi o utilizzarli in combinazione con acidi esfolianti, perché potrebbero causare sensibilizzazione. Si invece all’associazione con Vitamina C e altri antiossidanti e idratanti e con la niacinamide.

    Bava di lumaca

    Nel settore cosmetico, la bava di lumaca più utilizzata è quella prodotta dalla Helix Aspersa, una varietà di chiocciole presente nei territori del Mediterraneo.

    Le lumache sono molluschi che si muovono usando l’intera struttura del proprio corpo producendo una sostanza chiamata mucopolisaccaride che è composta di innumerevoli sostanze fortemente legate al processo rigenerativo cutaneo:

    • Elastina e Collagene
    • Allantoina
    • Acido glicolico
    • Vitamine A 
    • Vitamina E
    • Mucopolisaccaridi
    • Peptidi

    A chi è adatta? A tutti, non dà reazioni ed è efficace nel trattamento delle macchie e delle cicatrici oltre che per riequilibrare pelle mista e grassa. Nonostante contenga quote di vitamina A e di acido glicolico, non è fotosensibilizzante e può serenamente essere utilizzata anche in combinato con acidi esfolianti e retinolo, inoltre è perfetta se abbinata alla niacinamide.

    Peptidi 

    I peptidi sono sostanze formate dall’unione di due o più amminoacidi in catene lineari che possono a loro volta legarsi a formare proteine. Sono noti per le capacità di legarsi in modo più o meno specifico ai recettori cellulari, attivando la cellula su cui sono posizionati. Ecco perché sono molto usati in cosmesi. 

    Peptidi biomimetici
    I peptidi che incontriamo più di frequente sono esapeptidi, o peptidi biomimetici, che appunto simulano o stimolano le azioni della pelle. Ecco alcuni fra i più noti: 

    • Acetilexapeptide-8 (Argireline): effetto botox-like
    • Pentapeptide-18: riduce le rughe
    • Palmitoyl Pentapeptide-3 (Matrixyl): stimola produzione collagene e acido ialuronico
    • Dipeptide -2 e tetrapeptide -7: azione drenante

    A chi sono adatti? A chi vuole prevenire e/o ridurre gli effetti dell’invecchiamento cutaneo e contrastare la lassità cutanea.

    Peptidi di rame

    Diventati di moda negli anni 70 per le loro capacità rigenerative, i peptidi di rame intervengono nei processi di nascita e crescita cellulare, attivando la rivitalizzazione tissutale e mitigando i processi di sensibilizzazione. Inoltre stimolano la produzione di acido ialuronico, elastina e non in ultimo la Superoxide Dismutase (SOD), utile a combattere i radicali liberi che contribuiscono ad accelerare l’invecchiamento cutaneo.

    A chi sono indicati: pelli con esiti cicatriziali dovuti ad acne o altri disturbi, sensibili o sensibilizzate. Pelli mature.

    Quali associazioni non sono consigliate?

    Mentre i peptidi biomimetici possono serenamente essere associati ad altri attivi cosmetici, per i peptidi di rame ci sono delle cautele d’uso: meglio applicarli sempre dopo l’uso di acidi e retinoidi, attendendo almeno mezz’ora tra un’applicazione e l’altra. 

    Gravidanza e allattamento: quali attivi cosmetici usare e quali evitare?

    Durante e dopo la gravidanza, pelle e capelli sono soggetti a cambiamenti. 

    Tra gli inestetismi più ricorrenti troviamo sicuramente una pelle più sensibile e quindi soggetta a irritazioni. Si presentano comunemente le iperpigmentazioni e le alterazioni del microcircolo e delle caratteristiche intrinseche dell’epidermide. 

    Sebbene alla vista delle macchie ci si senta portati a ricorrere agli esfolianti, è meglio evitare, come spiega la Cosmetologa: “la pelle è soggetta a sbalzi ormonali, esfoliare la porterebbe a sensibilizzarsi ulteriormente. Inoltre non ci sono abbastanza studi che dimostrino la sicurezza degli acidi esfolianti in gravidanza. Io li sconsiglio, così come il retinolo”. Meglio invece prevenire, con l’uso di creme solari con filtri UVA e UVB, non solo in estate ma anche in inverno, in sinergia ad ingredienti antiossidanti come la Vitamina C.

    In generale comunque è sempre bene seguire le indicazioni del produttore, se presenti su etichetta, sito o confezione, riguardo interazioni e sovrapposizioni degli attivi cosmetici presenti in formulazione.

     

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