Tinte labbra: tra Corea e Giappone la storia dei rossetti a lunga durata

tinte labbra

Tra i trend più diffusi in ambito labbra ci sono sicuramente i rossetti liquidi e tinte labbra: queste ultime in particolare hanno una storia antica che vede le sue origini in Giappone e in Corea. Scopriamola insieme.

Il colore per le labbra nasce più di 5000 anni fa. Simbolo di prestigio, di nobiltà ma anche di prostituzione, ha una lunga storia, variegata e affascinante.

In origine per creare quelli che oggi definiamo rossetti, venivano usate polveri ricavate da minerali, mixate a oli e burri naturali, paste che nei secoli si sono evolute. Poi la scoperta di una pianta tintoria ha rivoluzionato il modo di colorare le labbra nel mondo asiatico.

Il cartamo

Il Carthamus Tinctorius, detto anche cartamo o zafferanone, è una pianta dai fiori gialli a corolla che vengono raccolti fra agosto e settembre e sono usati non solo per le proprietà coloranti, ma anche in ambito alimentare.

Dai suoi semi e frutti invece, si ricava un pregiato olio molto utilizzato in cosmesi, ricco in acidi insaturi e vitamina E, lenitivo ed emolliente.

In cosmesi, miscelato con il talco, ha portato alla realizzazione del famoso “rouge”, il prodotto utilizzato per colorare labbra e guance.

In passato la cartamina, il colorante del cartamo, veniva utilizzata per tingere i tessuti e grazie alla via della seta, questo pigmento è approdato prima in Giappone, nel 1600 e poi in Corea, portando alla creazione di due prodotti in uso ancora oggi e di grande tendenza.

tinte labbra

Tinte labbra giapponesi: il komachi beni

In Giappone la pianta di cartamo è conosciuta come Benibani, proprio perché Beni è la parola usata per definire il pigmento di colore rosso.

Nel 1600, durante l’era Edo, i colori di punta del make up giapponese, in particolare quello delle geishe e delle maiko erano tre: 

  • il nero che definiva occhi e sopracciglia (e persino i denti), 
  • il bianco per la carnagione, 
  • il rosso per labbra, guance, unghie e occhi.

Per il rosso veniva appunto utilizzata la cartamina e divenne così nota da far impennare il suo prezzo, al punto che era diventata ad uso quasi esclusivo della classe abbiente. Ecco perché il colore rosso fu associato all’aristocrazia e alla nobiltà, sebbene il suo utilizzo fosse anche di tipo propiziatorio.

Oggi il Komachi Beni si è trasformato in un cosmetico moderno, un rossetto dal tipico colore rosso di Kyoto che si chiama Kyo Beni e viene realizzato appositamente per le geishe da sapienti artigiani.

Le tinte labbra giapponesi sono diventate molto note nel 1900 e anche ai giorni nostri molte aziende le hanno rese prodotti indispensabili nel beauty delle donne.

Si riesce ancora a trovare il Komachi Beni originale, racchiuso il delicate sfere sotto forma di olio verde che a contatto con l’acqua si trasforma in un rosso vivido. Stratificato sulle labbra, può donare loro un leggero colore rosato fino ad un rosso intenso.

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Le korean lips e la tintura Yeonji

Anche in Corea arriva il cartamo, il cui composto viene realizzato coi petali rossi fino ad ottenere una pasta simile al vecchio rouge ed è per questo definito Yeonji. Viene conservato sotto forma di palline, che mescolate in piccole dosi con l’olio, riescono a far ottenere una mistura colorata e idratante per labbra e guance. 

Il loro uso era soprattutto ad opera delle Gisaeng, donne ben istruite e formate per diventare professioniste nelle arti della poesia, danza, e canto.

Ovviamente l’uso di questo prodotto si è evoluto nel tempo e oggi le tinte labbra coreane hanno fatto tendenza fino all’Occidente.

Le famose korean lips sono infatti un modo preciso di colorare le labbra, affinché assomiglino ad un delicato bocciolo di rosa e donino a chi le indossa un look molto romantico e femminile, oltre a farle sembrare turgide e rimpolpate.

Come realizzare le korean lips

Bisogna ovviamente munirsi di una tinta labbra

Oggi in commercio ce ne sono di tantissime tipologie: in gel, i lip oil colorati, quelle classiche acquose e persino le peel-off.

Una volta scelta la texture preferita, il prodotto va applicato esattamente al contrario rispetto al modo d’uso occidentale.

Mentre qui infatti si usa mettere un colore più scuro ai lati delle labbra e uno più chiaro al centro, le korean lips si eseguono applicando il prodotto solo al centro delle labbra, tamponando poi con le dita per ottenere un effetto sfumato. 

La texture super sottile di questi prodotti rende l’esecuzione semplice, il risultato naturale e soprattutto si può stratificare il colore per rendere l’effetto più o meno intenso. Si può poi aggiungere un olio, un gloss o un burrocacao per renderle più morbide e turgide.
Per quanto le tinte labbra originali siano rosse e rosate, oggi è possibile trovare tantissimi colori in commercio, anche con finish vinilici, da applicare a labbra piene per un risultato più classico e a lunga durata.

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